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Napoli-Malta

La scelta di Malta, quest’anno, dopo Tblisi e Praga, come sede del nostro incontro annuale, continua e amplia il percorso attraverso quelle piccole nazioni europee, che hanno saputo preservare attraverso i secoli le loro tradizioni e specificità culturali, senza cadere nel culto del nazionalismo, e cercando di non arrendersi all'imperante omologazione tesa ad annullare ogni diversità.

Perché proprio Malta?
L'idea risale a qualche anno fa, ad una mia escursione nella piccola isola di Comino, località quasi disabitata d'inverno che si rianima d'estate, collocata tra le isole di Gozo e di Malta.

L'isola ospita una vera e propria oasi naturale nota come blue lagoon; la piccola baia è caratterizzata infatti da acque trasparenti di un profondo colore blue con una ricca fauna marina, per preservare la quale il canale è stato chiuso alle imbarcazioni.

In quel paradiso, quasi caraibico, appresi che la piccola isola aveva dato rifugio, nel 1200, ad Abulafia, un importante studioso della mistica ebraica (Cabala); questa storia mi riportava a uno dei miei primi eroi letterari, Corto Maltese, il quale, nato a Malta, prima di imbarcarsi come marinaio ed iniziare le sue avventure immortalate nei fumetti di Hugo Pratt, avrebbe studiato sull’isola proprio la Cabala.

A proposito di avventure, mi viene in mente anche "Il Falcone Maltese", celebre noir di Dashiell Hammett, da cui fu tratto uno splendido film con un superlativo Humphrey Bogart, incentrato su una misteriosa statuetta di origine maltese.

Malta colpisce l’immaginazione per il suo aspetto scenografico di piccolo arcipelago roccioso e ventoso di sole 600mila anime, ma con una storia millenaria, crocevia di varie civiltà, luogo di incontro tra il mondo latino, cristiano, arabo e anglosassone. In particolare, si segnalano i templi megalitici presenti sia a Gozo che a Malta, che sono da annoverare tra i più antichi monumenti europei. E non si può non sottolineare il legame con i Cavalieri di Malta, eredi dell'antico Ordine degli Ospedalieri di Gerusalemme, che continua ad essere oggi un’organizzazione attiva nell'assistenza prevalentemente sanitaria.

Tutto a La Valletta parla di loro. A partire dalla bellissima Co-Cattedrale di San Giovanni Battista, con una sobria facciata che non lascia trapelare la fastosità dell'interno in stile barocco, con una grande volta affrescata da Mattia Preti, e le cappelle, le navate laterali, le cripte che accolgono i monumenti e le lapidi funerarie di centinaia di Cavalieri dell'Ordine. La Co-Cattedrale ospita due capolavori dell'ultimo Caravaggio, la "Decollazione di San Giovanni" e il più piccolo "San Girolamo scrivente". Caravaggio, approdato a Malta in cerca di rifugio, vi raggiunse una posizione di prestigio, salvo poi dover fuggire per una oscura vicenda legata ad un delitto. Il Palazzo del Gran Maestro, altro luogo importante e significativo, occupa un intero isolato con le armature dei Cavalieri conservate nell’Armeria. Tra i siti storici d’eccellenza spiccano anche il Forte Sant’Angelo, che in parte continua a fungere da residenza per alcuni Cavalieri, e gli auberges, edifici che ospitavano i Cavalieri delle diverse Lingue, ora trasformati in musei ed edifici governativi.

Se le imponenti mura della città, visibili dal mare, gli Upper Barraka Gardens, adornati da statue e memoriali dedicati a personaggi storici importanti, sono il punto migliore per osservare le Tre Città, il Porto e l’intero arcipelago, belle e interessanti da visitare sono anche le piccole realtà urbane: Mdina, conosciuta come la città vecchia o la “città silenziosa”, Rabat con le sue chiese e le catacombe di San Paolo, e Attard con giardini e agrumeti sontuosi, ville e palazzi storici, tra cui quello presidenziale. Malta è anche famosa per le sue bande musicali, formate da soli uomini e organizzate in club (każini) che raccolgono la storia e le tradizioni musicali dell’isola, con un ruolo attivo nelle feste religiose, nei matrimoni e in altre celebrazioni. Molti di questi club sono storici e hanno una forte identità locale; al loro interno si gioca a carte e a biliardo, ci si riunisce, si vivono momenti di convivialità.

Malta, in più momenti della sua storia, è stata sotto il dominio del Regno di Napoli e successivamente del Regno delle Due Sicilie. Questi domini hanno influenzato la cultura maltese, con ampi risvolti nell’architettura e nella religione. L’italiano è stato anche lingua ufficiale a Malta fino al 1934, mentre gli scambi culturali hanno tenuto vivi e operativi i rapporti ancor prima dell’Unità d’Italia. Un motivo in più per conoscere luoghi di grande interesse storico e artistico e realtà culturali, politiche e religiose che hanno fatto da ponte fra le diverse culture del Mediterraneo, in un dialogo che si è mantenuto rispettoso delle diversità e sempre aperto allo scambio e alla conoscenza.


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