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Massimo Listri
Billie Lee
Gaia Servadio
Pasquale Terracciano
Charles Saumarez Smith
Simonetta Agnello Hornby
Michael Aspinall
Riccardo Lanza
Francesca Centurione Scotto
Vittorio Sgarbi
Carla Melchior
Carlo Knight
Pierluigi Coppola
Alessandra Pugliese
Gelasio Gaetani d'Aragona Lovatelli
Costantino Lo Presti


Calendario 2015

Anche quest’anno c’è uno scenario internazionale ad accogliere la presentazione del Calendario. E la città prescelta, Londra, ha parte del suo fascino in quel suo essere, al tempo stesso, capitale europea, araba e orientale. Una città in cui pulsa la cultura, grazie ai nuovissimi musei e agli antichi spazi espositivi ristrutturati, e che resta l’epicentro globale delle tendenze, anche per merito della ricchezza delle case d'asta, dei grandi antiquari, delle gallerie.

Ed è proprio nel cuore di Londra che la presentazione del Calendario, a Novembre 2014, avrà luogo in uno dei più straordinari musei internazionali, la Royal Academy of Arts, con Napoli che sarà protagonista di una fusione assoluta con la capitale britannica, attraverso le foto di Massimo Listri. La Napoli di Sir William Hamilton e delle sue collezioni, dei visitatori del Grand Tour, la Napoli dei luoghi, dei palazzi, dei monumenti e degli artisti, Capitale del Regno delle due Sicilie, dall’attrazione magnetica per pittori, compositori, scrittori e commediografi.

Si, ma perchè Londra? Perché questa città esercita un particolare fascino su di me? La sua essenza è sfuggente: “So easy to look at, so hard to define”, come nei romanzi delle grandi signorine della letteratura inglese, da Jane Austen a Ivy Compton Burnett, tutto sembra accadere tra un pasto e l’altro, fuori scena, per così dire, in un altrove invisibile e inviolabile… la privacy certo.

Il primo impatto con questa città, ha ragione la Agnello Hornby (“La mia Londra”, 2014), può essere arduo: flessibilità zero.

If it works, why change? ...un muro. Sembra davvero occorra un corso: come vivere con gli inglesi (sempre lei, la Agnello H). Eppure... eppure... quello che all’inizio appare solo astratto formalismo e assenza di flessibilità, è rispetto per il passato e in definitiva per gli altri, e può essere un’opportunità: se accetti le regole, le occasioni di affermarsi non mancano, il merito e il lavoro pagano.

Probabilmente più di qualsiasi altro luogo in cui sia stato, Londra non è solo una città da vedere, ma, anche da ascoltare.

La lingua, il modo di parlare, il tono, gli accenti, distinguono i suoi abitanti, per ceto, origini, lavoro, e allo stesso tempo, forniscono a tutti un terreno comune in cui identificarsi.

E’ facile rimanere colpiti dalla precisione del linguaggio, dalla proprietà e dall’accuratezza del lessico, dalla cortesia, a volte lievemente ironica, che sembra trapelare da ogni singola frase.

Se in una causa l’avvocato avversario si "spinge oltre il sostenibile e il buon senso - nota la Agnello - l’inglese commenta in tono piatto “interesting”, inarcando leggermente un sopracciglio o tutte e due”.

E’ un processo iniziato, forse, nel 1755, con la pubblicazione del Dictionary of the English Language di Samuel Johnson, che offrì ai diversi popoli, che andavano a comporre il nascente Impero, “un senso d’identità e di orgoglio nell’essere sudditi di un grande regno”. Già, Samuel Johnson. La sua casa è ancora intatta e, se volete visitarla, vi accompagneranno dei volontari, che gratuitamente risponderanno alle vostre domande e baderanno che nulla sia danneggiato.

Certo, la città affascinante raccontata da Arbasino in “Lettere da Londra” o nel finale di “Fratelli d’Italia”, non c’è più. Non potrete fare visita ai mostri sacri della letteratura, della musica e del teatro, con la stessa facilità del giovane A.A. Ma l’invito è quello di cercare, in questa immensa metropoli, i vostri personali percorsi, inseguendo una suggestione letteraria, musicale, pittorica, cinematografica o, perché no, culinaria.

Golosissimo, fin da ragazzo, invidiavo il popolo dei cinque pasti. E assaporavo le prelibatezze che una vecchia zia anglofila mi riservava. Da allora, ad ogni viaggio, è tutto un assaporare burri, mieli, tortini dolci e salati, crostini, marmellate, tartine, thé dagli aromi sempre diversi e carni con salse inusuali.

Ad ognuno la sua Londra quindi… Vi aspetto.

Generoso di Meo


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